Ritorna la festa in onore dello scrittore irlandese James Joyce — che fra il 1904 e il 1920 fu a lungo ospite di Trieste — e del suo indimenticabile personaggio Leopold Bloom, protagonista del romanzo Ulisse. Anche quest’anno, come a Dublino, New York, Pola, Melbourne, Shanghai, Mosca, Parigi, Londra, Montreal, Sao Paulo, San Francisco, e in centinaia di altri centri piccoli e grandi nel mondo, a Trieste – città che Joyce chiamò “mia seconda patria” – si reciterà, si ballerà, si discorrerà, si suonerà e si brinderà nel nome di Joyce e del suo grande (anti)eroe.

E anche quest’anno le celebrazioni del Bloomsday triestino metteranno al centro uno dei 18 episodi di cui è composto l’Ulisse: il diciassettesimo e penultimo, Itaca, in cui il nostro Poldy fa rientro alla sua casetta al numero 7 di Eccles Street assieme a Stephen e, poco dopo, raggiunge la moglie Molly
nel talamo su cui lei ha appena consumato il tradimento e su cui sta per prendere luogo la fantasmagoria del suo monologo conclusivo.

Giorgio Rossi
Assessore alla cultura del Comune di Trieste

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